Margine lordo vs margine netto: dove spariscono i tuoi soldi
Puoi avere un margine lordo del 65% e un margine netto del 3%. Può succedere più spesso di quanto sembri: il core business è sano, ma i costi fissi mangiano quasi tutto. Sapere dove si trova il problema — nei costi di produzione o nella struttura — è l'unico modo per intervenire nel posto giusto.
Cosa significa margine lordo
Il margine lordo è la differenza tra il fatturato e i costi direttamente legati alla produzione o all'erogazione del servizio — le materie prime, i materiali, i costi di lavorazione. Non include i costi fissi della struttura.
Espresso in percentuale:
Un margine lordo del 60% significa che per ogni €100 incassati, €60 rimangono dopo aver pagato i costi diretti. Quei €60 devono coprire i costi fissi e generare utile.
Cosa significa margine netto
Il margine netto è quello che resta dopo aver sottratto tutti i costi — sia variabili che fissi. È il numero reale che misura la redditività dell'attività.
Un margine netto dell'8% in ristorazione è nella norma. Lo stesso 8% in una consulenza è pessimo — lì margini netti indicativamente nell'ordine del 15-30% sono un riferimento più realistico (la forbice è ampia e dipende molto dalla struttura dello studio). Il benchmark conta quanto il numero assoluto.
Perché la differenza è importante
Benchmark per settore
Stima interna EUSTAK, valori indicativi per PMI italiane — il gap tra lordo e netto misura il peso dei costi fissi
Nell'esempio: ristorazione margine lordo 68% e netto 8%, commercio 35%/5%, servizi 75%/18%, artigianato 55%/12%, studi medici 70%/22%.
Calcolatore interattivo
Come monitorarli senza un commercialista
Non servono software complessi. Un foglio con tre righe aggiornato ogni mese basta per tenere i margini sotto controllo: fatturato del mese, costi variabili del mese (dalle fatture dei fornitori), costi fissi mensili (sempre uguali o quasi). Il commercialista ti serve per la fiscalità — non per capire se stai guadagnando.
Come migliorare il margine lordo
Il margine lordo si migliora agendo su due leve: aumentare il prezzo di vendita o ridurre i costi variabili diretti. Per una piccola impresa ci sono tre interventi concreti ad alto impatto.
- Rivedi il listino prezzi — molte PMI non alzano i prezzi per anni nonostante l'inflazione dei costi. Un aumento moderato sui servizi ad alta domanda, ben comunicato, spesso genera meno abbandoni di quanto si tema — ma non esiste una soglia verificata, misuralo sui tuoi clienti.
- Negozia con i fornitori principali — i top 3-5 fornitori per valore meritano una revisione annuale. Se le materie prime pesano circa metà dei costi variabili, anche uno sconto del 3-5% può spostare il margine lordo di 2-3 punti percentuali.
- Elimina i prodotti/servizi sotto-margine — per il principio di Pareto, un'analisi per prodotto o servizio rivela spesso che una minoranza del catalogo genera la maggior parte del margine lordo (l'80/20 è una regola pratica, non una legge empirica). Tagliare il resto semplifica l'operatività e concentra le risorse sui prodotti redditizi.
Agire sul margine netto è più difficile perché richiede di toccare i costi fissi — contratti, affitti, personale. Agire sul lordo è più rapido e meno traumatico: è sempre il primo intervento da esplorare.
Domande frequenti
Per misurare il margine piatto per piatto prima di guardare il numero aziendale, parti dal calcolatore del food cost.
Scopri se il problema è nel lordo o nel netto — ogni mese
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