Overhead dello studio dentistico: i benchmark italiani (con fonti) e come tradurli in tariffa oraria
Il 60-65% che leggi ovunque viene dall'American Dental Association, non da uno studio italiano. Qui trovi i dati reali per numero di riuniti, con fonte citata, e il passaggio che nessun altro articolo fa: dal tuo overhead % al costo orario della tua poltrona.
Cos'è l'overhead e come si calcola
Overhead è tutto quello che esce dalla cassa dello studio prima che arrivi in tasca tua: personale, materiali, laboratorio, affitto, attrezzature, software, marketing, assicurazioni. Non include il tuo compenso: quello è il risultato del calcolo, non un ingrediente.
Esempio: uno studio che incassa 850.000€ con 527.000€ di spese operative ha un overhead del 62% [(527.000 ÷ 850.000) × 100]. Il restante 38% va al titolare, al servizio del debito e all'utile.
I benchmark italiani reali
Secondo Pietro Paolo Mastinu, consulente di gestione per studi dentistici, i costi variabili di uno studio tipico vanno dal 51% al 62% della produzione (materiale odontoiatrico 6-9%, laboratorio 10-18%, collaborazioni sanitarie fino al 35%), a cui si sommano costi fissi tra il 20% e il 30%. Il risultato: un margine di utile tra l'8% e il 29%, a seconda di quanto i due blocchi di costo restano sotto controllo.
Secondo i dati aggregati 2025 di Studio Pennino & Loffredo su studi clienti reali, l'incidenza dei costi fissi e variabili diretti cambia parecchio in base al numero di riuniti:
% sul fatturato annuo, per numero di riuniti — fonte: Studio Pennino & Loffredo, dati aggregati clienti 2025
Non è una progressione lineare: i costi fissi pesano il 31,2% a 2 riuniti, salgono al 45% a 4 riuniti, poi scendono al 21,7% a 5+ riuniti. Il salto al 4° riunito è quasi sempre una fase di transizione, con più spazio e più personale prima che la produzione aggiuntiva vada a regime, non un segnale di cattiva gestione.
Sul solo costo del personale, secondo Simone Berti (Spaziodentista.it), il costo del personale dipendente dovrebbe restare tra il 10% e il 20% dei ricavi: sopra il 20% è un segnale critico, perché ogni contrazione del fatturato si trasferisce direttamente sull'EBITDA.
Nota sui dati: sono numeri aggregati dai clienti di studi di consulenza specializzati in odontoiatria, non un censimento ufficiale ANDI o ISTAT. Vanno usati come riferimento realistico del mercato italiano, non come standard nazionale certificato.
Il confronto internazionale
Per contesto: l'American Dental Association (Health Policy Institute) riporta un overhead medio USA tra il 60% e il 65% degli incassi. È il numero che cita quasi ogni articolo in inglese sull'argomento, utile come riferimento, ma da un mercato con struttura dei costi (assicurazioni, PPO, costo del lavoro) molto diversa da quella italiana.
Il salto che (quasi) nessun articolo fa
Sapere che il tuo overhead è al 68% ti dice che c'è un problema. Non ti dice quanto ti costa davvero un'ora di poltrona, il numero che ti serve per capire se stai prezzando bene una singola visita o un singolo trattamento. Per quello serve scendere di un livello: leggi come calcolare il costo orario della poltrona odontoiatrica.
Come si riduce l'overhead
- Rinegozia il listino di laboratorio — annualmente, non solo quando arriva un aumento. Confronta sempre con almeno un secondo fornitore.
- Rivedi l'incidenza materiali e magazzino — ordini frammentati e scorte in eccesso pesano più del prezzo unitario del singolo prodotto.
- Monitora la saturazione dell'agenda — una poltrona sotto-utilizzata fa pesare gli stessi costi fissi su meno produzione, alzando l'overhead senza che nessun costo sia effettivamente aumentato.
- Aggiorna l'overhead ogni trimestre, non solo a bilancio — un problema visto a marzo dell'anno dopo è un problema che ha già eroso dodici mesi di margine.
Domande frequenti
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